Un vestito per l’occasione

Domenica scorsa, dopo 12 settimane di astinenza, siamo tornati a celebrare comunitariamente la Messa della Domenica. Proprio il sabato della vigilia, il nostro “giardiniere-per-passione” Domenico mi diceva:
“Preparati perchè domani, succederà qualcosa di straordinario, ma attenzione… durerà solo ventiquattro ore!”.
Alludeva ai cactus del nostro cortile, che sarebbero fioriti per la durata di un giorno soltanto.
“Come fai a sapere che fioriranno proprio domani?”
“E’ un po’ che li curo!”, mi disse.
La mattina seguente, aprendo la chiesa, andai subito a controllare: la profezia era veritiera, e gli splendidi fiori dei nostri esemplari di Echinopsis, apparivano in tutta la loro bellezza.
Soltanto un giorno, ma a lungo preparato, nel segreto dei meccanismi della terra, del sole e dell’acqua. E qualcuno vegliava su di essi, prevedendone la manifestazione e pazientando nell’attesa…
Due pensieri mi hanno attraversato.

  1. In tempi di previsioni sballate e di dati incerti, mentre emerge tutta la nostra ignoranza verso ciò che affrontiamo per la prima volta, la saggezza della pazienza e della cura sono ancora capaci di darci la buona misura del vivere: non siamo del tutto persi, nè nel tutto ignoranti, a patto di leggere, custodire e preparare i nostri giorni.
  2. Dopo tanto tempo di silenzio, i nostri cactus hanno scelto proprio il giorno in cui avremmo ricominciato le Messe domenicali per farsi vedere in tutta la loro bellezza!
    Mi sono detto: chissà se almeno una delle nostre ragazze avrebbe scelto questo giorno per mostrarsi nel suo vestito più bello!
    Mi sono pure chiesto: chissà se anche noi stiamo scegliendo il Signore, e preparando qualcosa da far sbocciare per amore del suo Vangelo, consapevoli che la cosa più importante da riportare alla luce è la pienezza della nostra relazione con Dio e e con il prossimo.

don Alessandro

Ingegneria gestionale e carità dei fedeli

La domanda più trendy di questi giorni: “Allora? Pronto per la riapertura?”
Rispondo – per quel che la mascherina mi consente – con la mimica facciale, cercando di trasmettere al contempo rassicurazione, umiltà e speranza. Se dovessi usare le emoji dovrei inventarne una impossibile, che avrebbe – da sola –
il compito di esprimere una frase del tipo: “Sì dai, ce la stiamo mettendo tutta e siamo a buon punto, per cui non sono così preoccupato, ma speriamo che tutto vada bene!”.
La cosa buffa, ma che d’altro canto fa anche un po’ pensare, è questa: la Chiesa si è trovata in questo periodo a dover affrontare una vera e propria opera di ingegneria gestionale, nel tentativo di destreggiarsi tra le norme Covid-19 e le forze a disposizione.
Da un lato infatti ci sono i protocolli trasmessi dall’alto, e dall’altro ci sono le comunità, con le loro strutture, piccole o grandi, e la loro caratterizzazione pastorale: quanta gente viene in Chiesa? Quanta ce ne sta in una volta, con il distanziamento sociale? Quale soluzione è la più praticabile?
Quel che ne è uscito dalla riflessione del consiglio pastorale e dalla commissione di lavoro è una soluzione che forse hanno adottato in poche parrocchie, ma che per noi è sembrata la più adatta: prenotazione delle Messe nel giovedì e venerdì precedente alla domenica, via sito oppure via telefono, chiamando la segreteria dalle 10 alle 12 dei giorni stabiliti.
Disponibilità di laici per igienizzare e predisporre le Messe, nonchè per svolgere le normali mansioni che la celebrazione richiede: oraganizzazione dei canti, dei lettori, della distribuzione della comunione.
Infine, abbiamo deciso di trasmettere al nostra Messa delle 10 in streaming.
Sono molto contento di aver trovato tanta disponibilità di persone e di intelligenze, ma faccio due osservazioni per tutti noi:

  1. Per quanto fine e ingegnerizzata, ogni soluzione ha dei pro e dei contro, dei vantaggi e dei limiti! Trovarsi di fronte a un sito che dice “posti disponibili esauriti” non è facile, ma è successo proprio mentre vi scrivo queste righe.
  2. E’ dunque necessario armarsi di pazienza quando ci troveremo di fronte a qualcosa che non va secondo le aspettative. In particolare consideriamo due cose:
    a) Se non si riuscisse a partecipare alla Messa domenicale per esaurimento posti, è possibile “soddisfare il precetto” andando a Messa in un qualsiasi giorno della settimana.
    b) Chi per precauzione decide di stare a casa, può seguire la Messa delle 10 in streaming o la Messa del papa o della Diocesi in TV.
    Ci siamo sforzati di fare del nostro meglio dunque, ma andiamo per tentativi, e potremmo affinare le nostre scelte, strada facendo. Ai laici tuttavia, resta il compito di essere pazienti e caritatevoli, essendo grati nei confronti di chi si è messo al lavoro per la comunità.

vostro don Alessandro

Lunedì 18 maggio… riprende la Messa!

La scorsa settimana abbiamo parlato dello spirito che deve animare questo ritorno alla comunità: siamo chiamati ad esprimere qualcosa di nuovo, sia personalmente, sia come Chiesa che torna a radunarsi nella celebrazione della Messa.
Adesso però, alla vigilia di questo ritorno, provo a condividere con voi altre considerazioni, che riguardano quel che stiamo per affrontare a livello psicologico e tecnico.
A livello psicologico, ci troviamo certamente di fronte a un ritorno che non è ancora il tanto agognato desiderio di “normalità”.
Purtroppo no, carissimi, e non è difficile capire perchè: siamo ancora sotto la pressione di una situazione di emergenza nella quale sentiamo pressochè unanime il monito a “non abbassate la guardia!”.
L’apertura della prossima settimana è dunque anch’essa precaria, e non è per nulla escluso che non si debba tornare ad un lockdown, qualora la curva dei contagi dovesse subire un’altra impennata.
Dal punto di vista della nostra vita di comunità inoltre, la distanza sociale non è certo la normalità! Se andare a fare la spesa o mettersi in coda alle poste non cambia radicalmente l’approccio a questi momenti, tornando a Messa in questa situazione, sentiremo immediatamente che “non è la Messa di sempre”, e che ciò a cui eravamo tanto affezionati, è per ora ancora relegato al futuro.
E vengo ora a condividere anche le considerazioni che riguardano l’organizzazione di tutto questo!
Come ben sapete ci è stato permesso solo adesso di celebrare le sante Messe. Da parte mia dico “menomale!”, e lo dico a ragion veduta: dal punto di vista tecnico infatti, ci siamo trovati di fronte ad un compito enorme, e come leggerete su questo foglietto e sul sito, abbiamo dovuto pensare a decine di piccole e grandi attenzioni per rendere possibile a livello tecnico la celebrazione comune!
Devo ringraziare molto i parrocchiani che si sono messi a disposizione per fare questo sforzo, e devo dire che proprio grazie a loro potremo fare questo piccolo ma decisivo passo di comunità.
Tuttavia, chiedo a tutti voi di essere riconoscenti come lo sono io, e disposti ad accettare tutte le limitazioni e i sacrifici che dovremo fare in questo presente, con buon cuore e spirito evangelico!
Che l’amore e la pazienza di Cristo ci guidino, e i disagi del tempo presente non ci abbattano, ma chi ne ha il desiderio possa tornare a condividere l’Eucaristia, mettendoci tutto il cuore.

don Alessandro

Il ritorno

Il “ritorno” lo abbiamo visto in tanti film.
I vari Batman e Superman, i vari paladini della giustizia, immancabili eroi destinati ad essere protagonisti della prossima avventura, (perchè quelle vissute non bastano mai), ci hanno regalato tanti ritorni.
Adesso ci prepariamo anche noi ad un ritorno, ma è qualcosa di mai visto prima.
Perchè non siamo semplicemente stati in vacanza, o all’estero per lavoro, o in Erasmus per studiare: questo è un ritorno di tutti, il ritorno di una comunità intera che mai prima d’ora aveva smesso di radunarsi!
Mi viene in mente il celebre ritorno di Israele che rientra da Babilonia per celebrare in Gerusalemme e riscoprirsi comunità:

“Quando il Signore ricondusse
i prigionieri di Sion, ci sembrava di sognare.
Allora la nostra bocca si aprì al sorriso,
la nostra lingua si sciolse in canti di gioia”

(Sal 152)

Ecco, in questi giorni si è parlato molto della riapertura, quasi misurandone l’aspettativa e il desiderio.
C’è stato certamente un popolo che ha sentito la mancanza dei sacramenti, il desiderio di tornare a celebrare insieme, ma quel che mi sembra importante da comunicarvi carissimi amici, è che non si tratta di una semplice ripresa delle nostre abitudini, ma del tornare ad esprimere la pienezza della nostra comunione tra noi davanti al Signore.

Quando Batman e Superman tornano ad essere protagonisti della prossima avventura, hanno sempre qualcosa da dire, qualche nuova sfida da affrontare, qualche ennesima peripezia che li vedrà protagonisti!
Se così non fosse, avremmo la sensazione che il nuovo episodio fosse stato scritto per niente, magari rovinando il bel ricordo di film più belli.
Anche la nostra comunità, che da lunedì 18 maggio tornerà a celebrare insieme l’Eucaristia, e che si radunerà in festa domenica 24 maggio per celebrare il giorno dedicato alla risurrezione di Cristo, è chimata ad esprimere qualcosa di nuovo.

Prepariamo questo inizio coltivandone l’attesa, chiedendo al Signore di svelarci quali nuove strade dobbiamo percorrere, perchè certamente tutto quello attaverso cui siamo passati ci ha segnati profondamente, e a partire da lì, lo Spirito farà nascere nuove chiamate, verso nuovi orizzonti.

Vostro don Alessandro

Le priorità del prossimo futuro

Carissimi parrocchiani…
“Attendiamo ancora, ma non con le mani in mano”: era questo il motto con cui la scorsa settimana ho concluso il mio intervento sul “foglietto”.
Ci siamo dunque radunati come Consiglio Pastorale, e abbiamo fatto una riflessione sulla situazione presente, provando a leggere quel che sta accadendo e a pensare qualche linea-guida per il prossimo futuro.

Avrete certo avuto modo di leggere e sentire gli interventi di questi giorni, che hanno visto protagonisti da un lato i vertici della Chiesa italiana, e dall’altro il governo: raccogliamo dunque l’invito del papa a “obbedire” e il desiderio dei vescovi di “camminare”.
Tutte e due le voci dunque, optando per non leggere la diversità degli interventi nella chiave della dissonanza, ma in quella della complementarietà: da un lato i vescovi hanno alzato la voce per dire che c’è un popolo che attende e che freme per tornare a radunarsi, mentre dall’altro il papa ha sottolineato che questo popolo non intende mettersi in opposizione alle leggi dello stato, ma resta nella correttezza e nell’obbedienza.
Credo che questi due interventi, non siano stati fatti per alimentare le divisioni, ma per correggere il tiro, laddove spesso, per la complessità e la serietà della vita, la giusta direzione è il frutto di una dialettica, e cioè di una conversazione aperta.
Del resto, non è così anche con Dio?
Noi abbiamo bisogno di più occasioni, e fortunatamente il Signore è il primo che non smette di offrircele, come con Pietro, al quale tre volte chiese “mi ami?”.

In questo momento dunque, il Consiglio Pastorale si è espresso sulle priorità: quando le autorità ci permetteranno di tornare a radunarci, cominceremo dalla celebrazione della Messa e delle confessioni, riproponendo anche l’Adorazione Eucaristica.
Questo sarà il primo passo, probabilmente per tutto il tempo dell’estate, che rappresenta ancora un grande punto di domanda per tutta la società civile.
Nel frattempo, una commissione tecnica, in ascolto con le proposte e le idee che ci vengono dalla Chiesa, studierà come e con quali attenzioni ci prepariamo a far ripartire tutto questo, con particolare attenzione alla celebrazione delle Messe.
E le proposte di animazione, di oratorio, di fraternità? Al momento non ci sono possibilità concrete in vista, ma ci stiamo interrogando, e preghiamo il Signore che ci doni la grazia di uscire dal tunnel e vivere in serenità il più presto possibile.


Vostro don Alessandro