8 dicembre

“Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”  (Lc 1,38)

PREGARE INSIEME

Oggi è la festa dell’Immacolata Concezione

Queste parole un po’ difficili, ci dicono semplicemente che la Madonna è Colei che è senza peccato fin dal primo istante della sua esistenza. È la creatura più santa che sia mai esistita sulla terra.

È bello per noi salutarla con le stesse parole che le rivolse l’Angelo quando le annunciò che sarebbe diventata la mamma di Gesù:

Ave, o Maria, piena di grazia,
il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne
e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio,
prega per noi peccatori,
adesso e nell’ora della nostra morte.
Amen.

APPROFONDIMENTO PER I PIÙ GRANDI

Complice meraviglia

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[…] Sono innamorato di Giuseppe, quest’uomo che non va alla ricerca di cose troppo grandi e che cerca in tutti i modi di mantenere un profilo basso nel cuore di accadimenti enormi. E ci riuscirà, Giuseppe, incredibilmente ci riuscirà, uomo silenzioso e leggero, fino alla fine.

[…] Giuseppe la lascia accadere la vita e attende di portarla a termine, forse per il gusto di sedersi, alla fine, a rimirarla, come quando alla fine di un lavoro impegnativo si siede e lo contempla.

Immagino Giuseppe, adesso, seduto ai bordi della vita, a rimirare le conseguenze di un sogno.

Giuseppe è meravigliosamente giusto perché dopo duemila anni ancora riesce a raccontare che le cose belle nella vita accadono ma non sempre sono frutto del nostro sforzo, spesso accadono e basta, a noi il decidere se facilitarle o meno. La vita accade, Maria avrà un bambino, lui farà di tutto per salvarlo e poi si siederà sul bordo della storia a contemplare questa vita che lui non avrebbe saputo immaginare tanto coraggiosa. Poi sarà chiamato in causa, poi dovrà tenere le redini di una storia già segnata dal pericolo, poi dovrà farsi carico di portare in salvo Gesù ma anche quello sarà solo silenziosa obbedienza. E sarà possibile solo perché prima Giuseppe è riuscito a regalare alla storia la sua complice meraviglia.

Chissà forse abbiamo sempre troppa fretta di interagire, di intervenire, forse la nostra vita è davvero malata di protagonismo, crediamo che tutto dipenda da noi invece Giuseppe ci insegna che servirebbe solo la nostra complice meraviglia. Meraviglia per questo Spirito che feconda la carne vergine di una sposa. Meraviglia per questo Spirito che feconda sempre ogni cosa che, senza quel soffio semplicemente non potrebbe vivere.

Forse il Vangelo inizia con Giuseppe perché tutta la nostra vita è chiamata a imparare a sedersi sul bordo degli eventi per scoprire la fantasia di Dio dentro le cose che accadono. Che accadono quando noi non ci sentiamo all’altezza, quando abbandoniamo l’ansia della prestazione.

[…] Abbiamo bisogno di Giuseppe, della sua umiltà che scardina tutti i possibili sensi di inadeguatezza, abbiamo bisogno di ascoltare davvero la storia per quello che racconta, abbiamo bisogno di prenderla con noi, così com’è senza pretese e senza lamentele, abbiamo bisogno di portarla in salvo, come possiamo, per quello che possiamo, per scoprire che in quel gesto di paternità matura stiamo incontrano il Signore che è “Dio con noi”, se abbiamo il coraggio di farcene carico.

San Giuseppe 2
Estratto da un commento
di  don Alessandro Dehò
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