20 novembre

Il leone e lo scoiattolo

PICCOLE STORIE

Il leone e lo scoiattolo

Era una giornata molto calda e un leone decise di cercare un posto fresco dove riposare.  Improvvisamente, un piccolo scoiattolo uscì da un cespuglio e passò incautamente sotto il naso del re della foresta. Il leone, che aveva voglia di giocare, iniziò ad inseguire lo scoiattolo. Ma il piccolo animale, pensando che il leone volesse mangiarlo, lo pregò tremante di lasciarlo vivere.
– Se mi lasci andare, coraggioso leone, ti prometto di aiutarti a combattere tutti i tuoi nemici – disse lo scoiattolo, più morto che vivo.
– Ah, ah, ah! E come pensi di aiutarmi tu, piccolo essere insignificante? Vai, vai via e non farmi perdere la pazienza! – rispose il leone con disprezzo.
Il tempo passò e un giorno l’orgoglioso leone cadde in una trappola dei cacciatori; lottò con tutte le sue forze, ma non riuscì a liberarsi dalla rete. All’improvviso, apparve il piccolo scoiattolo che con molta pazienza, cominciò a tagliare la rete con i suoi piccoli denti appuntiti. E così, riuscì a liberare il leone.

Ricordandosi di come aveva disprezzato e insultato lo scoiattolo, il re della foresta si scusò con lui.
– Perdonami, piccolo scoiattolo. Ora so che ogni animale, per quanto piccolo, merita il massimo rispetto. Non riderò mai più di te, te lo prometto – disse il leone.
– Non preoccuparti, caro amico. Chi riconosce i suoi torti è un saggio – rispose lo scoiattolo.
Da quel giorno, il leone e lo scoiattolo sono amici inseparabili, in grado di affrontare tutti i pericoli della foresta.

APPROFONDIMENTO PER I PIÙ GRANDI

«Fratelli tutti»: la politica come tenerezza e gentilezza

per la versione integrale clicca qui

(…) Il nuovo paradigma della fraternità e dell’amore sociale si dispiega nell’amore nella sua realizzazione pubblica, nella cura dei più fragili, nella cultura dell’incontro e del dialogo, nella politica come tenerezza e gentilezza.

(…) La politica non si riduce alla disputa per il potere e alla divisione dei poteri. Con sorpresa dice: “Anche in politica c’è posto per l’amore con tenerezza: per i più piccoli, i più deboli, i più poveri; loro devono capirci e avere il “diritto” di riempire i nostri cuori e le nostre anime; sì, sono nostri fratelli e come tali dobbiamo amarli e trattarli così”(194)

(…) Insieme alla tenerezza arriva l’amabilità che noi tradurremmo con gentilezza, ricordando il profeta Gentileza che nelle strade di Rio de Janeiro ha proclamato a tutti i passanti “La gentilezza genera gentilezza” e “Dio è gentilezza” come nello stile di San Francesco. Così definisce la gentilezza: “uno stato d’animo che non è aspro, rude, duro ma affabile, morbido, che sostiene e rafforza; una persona che possiede questa qualità aiuta gli altri a rendere più sopportabile la propria esistenza”(n.223). Ecco una sfida ai politici, rivolta anche ai vescovi e sacerdoti: fare la rivoluzione della tenerezza.

La solidarietà è uno dei fondamenti dell’umano e del sociale. Si “esprime concretamente nel servizio che può assumere forme molto diverse e prendere per sé il peso degli altri; in gran parte è prendersi cura della fragilità umana”(n.115). Questa solidarietà si è dimostrata assente e solo successivamente efficace nella lotta al Covid-19. Essa impedisce all’umanità di biforcarsi tra “il mio mondo” e gli “altri”, “loro” perché “molti non sono più considerati esseri umani con una dignità inalienabile e diventano solo “loro”(n. 27). E conclude con un grande desiderio: “Spero che alla fine non ci saranno “gli altri” ma un solo “noi”(n.35).

Per questa sfida di incarnare il sogno di una fratellanza universale e di amore sociale, chiama tutte le religioni affinché “offrano un contributo prezioso alla costruzione della fraternità e per la difesa della giustizia nella società” (n. 271).

(…) Lui ha fatto la sua parte. Sta a noi non lasciare che il sogno sia solo un sogno, ma sia l’inizio seminale di un nuovo modo di vivere insieme, come fratelli e sorelle, più la natura, nella stessa Casa Comune. Avremo tempo e saggezza per questo salto?