17 novembre

“Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro” (Mt 18,20)

PREGARE INSIEME

Gesù è contento quando le persone pregano insieme. In un momento della giornata chiedi ai tuoi genitori di prendersi qualche minuto per dire con te questa preghiera:

Signore che sei nel creato,
ti ringrazio di essere nel fiore che guardo,
nel cielo stellato, nel pane che mi ciba,
nelle parole buone che ascolto,
nel sole che mi scalda,
nelle fontane a cui mi disseto,
nell’allegro cantar degli uccelli.
Signore ti ringrazio
di essere nel cuore della mia mamma,
nell’amore che da Te mi è messo vicino
perché sono piccino.

APPROFONDIMENTO PER I PIÙ GRANDI

PREGARE

Qualche anno fa, mi sono recato per un breve tempo in Siria con una piccola delegazione guidata da Mairead Maguire, che aveva ricevuto il Premio Nobel per la Pace per il suo impegno nell’Irlanda del Nord. Alloggiavamo in un monastero carmelitano a metà strada fra Damasco e Homs. La linea del fronte con l’Isis non che a tre o quattro chilometri. Tutta la notte siamo stati tenuti svegli dal rumore delle armi. Io condividevo la stanza con un prete anglicano che russava eroicamente. Ma si è svegliato almeno quando i cannoni hanno fatto fuoco a un centinaio di metri da casa nostra, anche se per poco tempo! Ogni mattina le campane suonavano per la messa e io mi domandavo cosa pensassero i jihadisti, nel loro accampamento, quando sentivano questo suono.

Gesù ha celebrato la sua ultima cena mentre si preparava ad affrontare la passione e la morte. Ha trasformato il suo assassinio nel dono della vita eterna. Ogni volta che celebriamo la Cena del Signore noi lo facciamo di fronte alla morte, alla nostra morte e a quella di coloro per i quali è venuta l’ora, in qualsiasi parte del mondo. Di solito è una verità che rimane nascosta al mio intimo: in Siria, riuniti in quella cappella, si è di nuovo svelata. Quell’esperienza mi è stata di grande aiuto negli anni scorsi, quando ho dovuto subire due interventi chirurgici per un cancro e l’ombra della morte si era fatta più cupa.

È forse per questo motivo che coloro che vivono in aree dove c’è davvero sofferenza celebrano l’eucaristia con una gioia che non sempre vediamo in Occidente. Il significato profondo dell’eucaristia diventa allora palpabile, è l’Alleanza per la vita eterna. Allora andare a messa non è più un obbligo talora noioso e penoso, ma è sperimentare la gioia di coloro per i quali la morte ha perso il suo pungiglione.

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Da Una verità che disturba,
di Timothy Radcliffe