il valore del tuo cibo in cambio del cibo del povero

GUARDARE NEGLI OCCHI
LA POVERTÀ

il valore del tuo cibo in cambio del cibo del povero

GUARDARE NEGLI OCCHI
LA POVERTÀ

Il gesto  dello scambio della cena con il povero

Dona il corrispettivo di una cena e prendi un sacchetto di riso che trove­rai in chiesa davanti alla statua di CdF, da consumare poi a casa al posto della cena, ogni venerdì di Quaresima.

E’ un modo di “DIGIUNARE” che ti fa as­sumere uno stile povero ed essenziale. Inoltre in questo modo dai un contri­buto, a tua scelta, per l’intenzione che la Parrocchia ti suggerisce.

di cosa si tratta...

  • COSA

    Quanto costa una cena nella tua famiglia? Il corrispettivo di questa cena può diventare un’offerta di carità, e in cambio puoi sperimentare la sobrietà di una cena povera, prendendo un sacchetto di riso per persona del tuo nucleo famigliare.

  • COME

    Dopo le Messe, i sacchetti della cena del povero verranno lasciati alle uscite, affidati alla cura del servizio accoglienza. Prendendo quelli per la tua famiglia puoi lasciare l'offerta. Se invece passi in settimana, troverai i sacchetti presso la statua di Charles De Foucauld, sul totem espositivo. Prendi pure i sacchetti ma non lasciare l'offerta nelle cassette (non è sicuro!): mettila in una busta che consegnerai la domenica successiva specificando "riso del povero".

  • QUANDO

    Almeno una volta alla settimana, magari nel giorno penitenziale del venerdì.

un gesto importante...

Molti di noi danno normalmente per “scontate” alcune abitudini della vita quotidiana. Fra queste certamente quella di mangiare a pranzo e a cena… Quanti di noi sono abituati a pensare al valore del cibo che mangiano?

Ebbene, la proposta del “Riso del povero” parte proprio da qui: dare un valore a uno dei nostri pasti e, almeno una volta a settimana, “scambiarlo” con una ciotola di riso (che per tante persone nel mondo costituisce non uno, ma due pasti!) 

Non, dunque, l’elemosina o la moneta data di sfuggita in chiesa o a chi per strada chiede “la carità”, ma un guardarsi negli occhi, alla pari, con l’intenzione di “mettersi nei panni” dell’altro, trasformando nello stesso tempo questa esperienza in “dono”. 

Le offerte raccolte saranno devolute per progetti di carità e per i poveri della parrocchia