Su le tapparelle

Ritorni di gente e di cuori

L’estate sta finendo, cantava un famoso successo degli anni ’80, ed è proprio in questi giorni di rientri che le tapparelle si alzano, facendo trapelare vita e riflessi lampeggianti dai vetri degli appartamenti che accolgono di nuovo le nostre famiglie.
Pensavo al gesto di alzare una tapparella, che se anche per molti non è più uno sforzo fisico, ma una semplice pressione del pulsante o addirittura un comando vocale per i più sofisticati sistemi di domotica, resta sempre carico di significato.
La famiglia riapre, ed è singolare che mentre dall’esterno finalmente si vede la vita trasparire dai balconi, per chi in casa ci vive, alzare le tapparelle sia soprattutto un gesto di accoglienza: un lasciar entrare la luce e dunque i colori della realtà, per realizzare un nuovo accordo, possibilmente armonico, con il mondo che sta fuori.
L’augurio alla comunità che ritorna è dunque questo: niente paura! Alziamo le tapparelle sulla vita che ogni giorno ci si presenta con la sua chiamata e la sua ricchezza!
Affrontiamola con fede e speranza, da veri figli della luce; la mediocrità è una nota stonata, i desideri del cuore invece, preludono a splendide armonie.

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