Preparando la Settimana Santa

Pubblicato da don Alessandro il

Carissimi amici, vi porgo i miei saluti e la mia benedizione, rivolgendomi a voi e a tutte le vostre famiglie.
Il momento che stiamo vivendo ci sta mettendo tutti alla prova, ed è stato importante vedere il papa, venerdì sera, mentre pregava davanti al Santissimo Sacramento, affidando al Signore le sorti della Chiesa e dell’umanità intera.
Sono immagini che resteranno a lungo impresse nella nostra memoria: l’incedere claudicante del pontefice e la sua salita su quei gradini bagnati da una pioggia battente, nella desolata piazza di San Pietro.
Con più di otto milioni di italiani, ci siamo messi a pregare tutti insieme, per metterci nelle mani del Signore: fede, speranza e carità si confermano come le cose necessarie. Le uniche importanti.
Il 3 aprile però, con la Domenica delle Palme, comincia la settimana Santa.
Che cosa rappresenta? E cosa può esprimere per noi in questa occasione?
La Settimana Santa, altrimenti detta “Settimana Autentica”, è la settimana in cui si ripercorre la nuova creazione del mondo, attraverso la passione, morte e risurrezione del nostro Signore Gesù Cristo.
La Pasqua infatti è la prospettiva decisiva su cui si fonda tutta la nostra fede, e trova senso la nostra vita. Entrarci però, non si improvvisa, perchè ogni passaggio, è anche trasformazione!
Israele vegliò prima di uscire dall’Egitto, consumando l’agnello come Dio gli aveva indicato, e Gesù sedette a mensa coi suoi, e pregò il Padre nel silenzio terribile dell’orto, prima di dare la sua vita ed entrare nella sua gloria.
Quest’anno celebreremo una Pasqua assolutamente singolare: non ci saranno permessi i riti e i segni che normalmente la accompagnano, ma prepariamo le nostre famiglie e il nostro cuore a vivere a casa i momenti di preghiera e i segni “casalinghi” che ci saranno proposti, seguendo le celebrazioni della nostra chiesa diocesana o universale che ci saranno offerti, perchè la Chiesa che siamo noi, non si ferma, ma come il lievito nella pasta, vuole fermentare, e rinnovare il mondo. Anche adesso.

Vostro don Alessandro


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